09/1/16

Siamo su Vivere Sostenibile AltoPiemonte!

L’articolo “Cosa è la radioestesia?”, a cura della nostra associazione, è sul numero di Settembre 2016 della rivista Viveresostenibile – edizione alto Piemonte.

07/7/16

Cos’é la radioestesia?

La Radioestesia è il sentire la vita attraverso le cellule, in ogni sua forma, forza, collegamento. Non è un agire arbitrario, ma un particolare e preciso tipo di «sentire» che rileva lo stato dell’esistenza, il quale non è mai lo stesso ed è in continuo cambiamento. Questa capacità esiste potenzialmente in tutti ed è fattibile da chiunque, prima o poi.

Tutto è «campo» e tutto è un insieme di «onde» più o meno veloci, più o meno dense. Anche il nostro corpo fisico, in realtà, è un campo, soltanto molto più denso e rallentato. Perciò tutto e tutti siamo una stessa cosa ed esistiamo secondo le stesse regole. Siamo fatti di ciò di cui l’intero universo è fatto, non siamo «altro» dall’esistenza. Siamo l’esistenza stessa, come qualunque altra cosa, ognuna a modo proprio.

La conoscenza vera, l’unica che può renderci veramente liberi, è quindi figlia della saggezza del nostro corpo, che in sé non ha «filtri» ed è sempre in risonanza con tutto. Il nostro corpo tutto sa e tutto conosce, a modo proprio. Il nostro campo e il nostro corpo, come ogni altro, ad ogni livello, contengono in sé tutte le informazioni dell’universo e sono naturalmente in relazione, sempre e comunque, con tutto l’esistente.

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03/2/15

Testando una materia rossa

Testando, quando una cosa qualunque ti capita per le mani, ti pare di poterla capire in poche mosse, ma finisce che ci passi serate intere. E poi ancora non ti basta. Tutte le sfumature e le variazioni che ti svela pian piano, non le potresti enumerare mai.

Un grumo informe di materia secca, rossastra e senza apparente odore, può sbocciare come il più inaspettato dei fiori.

Quel colore! Quel rosso speciale, rubicondo e plumbeo insieme, è un pigmento prezioso, usato tanto tempo fa, solo su certe particolari croci di legno. In verità si usava molto prima, almeno fin dall’epoca classica. Difficile da applicare… sfugge, cangia, striscia via se non l’assecondi dolcemente ma con mano ferma.

Come un fuoco che non brucia il legno, ti avvolge poco a poco. Senti e intanto usi il corpo come una mappa, poiché è ciò che meglio conosci. Esterno, in mezzo, interno. Sopra, sotto, davanti e dietro.

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01/3/15

L’anno nuovo è cominciato…

L’anno nuovo è cominciato e noi siamo già al lavoro per programmare ed organizzare nuovi eventi, nuove attività, nuovi seminari. Siamo piccoli e crescere è fatica, ma siamo felici per il buon esito e gli ottimi riscontri di quelli già svolti e di quelli in corso, dalla conferenza sulla Dea Vivente a quelle sulla presenza templare in Ossola, dalla mostra di pittura di Alessia Oliva “Il ritmo delle cose”, al ciclo di seminari “Radioestesia: sentire le variazioni della vita in ogni sua forma nel vivere quotidiano”, che concluderemo il 25 gennaio. Ci avete seguiti e ci state seguendo numerosi e con passione. Con la stessa passione stiamo lavorando per cominciare presto con nuovi appuntamenti.
Riproporremo il ciclo di seminari di Radioestesia, affiancandoli ad occasioni per sperimentare e approfondire con la pratica e la conferenza “La Dea Vivente”. Ma abbiamo bisogno anche delle vostre idee, dei vostri suggerimenti e dei vostri desideri. Proponete e proponetevi! Fateci sapere cosa vi piacerebbe vedere, sentire, sperimentare, a quali attività vi piacerebbe partecipare! Grazie!!!

10/22/14

Balma dei Cervi: la preghiera degli Dei

Nel 2012, quando la sovrintendenza ha ufficializzato la scoperta e ha posto sotto la sua protezione la Balma dei Cervi in Valle Antigorio, mantenendone segreta l’ubicazione, riscontrava che “si sono avuti alcuni distacchi della crosta calcarea, con l’asportazione delle pitture; alcuni distacchi sono in corso con margini sollevati di 1 o 2 mm”. Nella nostra breve visita due anni dopo, la delicata situazione in cui le pitture versano è stata inequivocabilmente evidente anche ai nostri occhi inesperti. È un miracolo che questi inestimabili messaggi sulla roccia siano ancora lì dopo millenni.

Ci appelliamo dunque affinché tutte le autorità provvedano al più presto
alla loro messa in sicurezza, così come già ampiamente promesso e prospettato.

E ci appelliamo a tutti voi affinché il vostro desiderio di avvicinarle, per quanto comprensibile,
alimenti invece il buon senso e il rispetto verso questo dono meraviglioso che viene da lontano.

Abbiamo raggiunto la balma non per curiosità, ma per raccontare, sensibilizzare e invitare al rispetto, affinché il nostro patrimonio non vada distrutto e dimenticato. Non riveleremo dove si trova. Questo gioiello deve rimanere segreto per rimanere protetto.

Ci appelliamo affinché la Balma continui ad essere per l’umanità.

Francesco Teruggi, TriaSunt Associazione Culturale –

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10/9/14

Con la mente, con il cuore

Quando raggiungi, alla fine di un duro cammino, un masso isolato, lassù, in alto, sulla montagna e scoprì che qualcuno, non si sa quando, ci era arrivato ben prima di te per lasciarvi segni, incisioni, coppelle, immagini dipinte con pigmenti ocra… passata l’emozione del ritrovamento o della conquista, mentre guardi e rimiri il manufatto non può che coglierti, ad un tratto, lo sgomento di non riuscire in alcun modo ad afferrare quel che aveva il suo ignoto autore nel cuore, nella testa, nella pancia quando lo fece. O forse ti pare, di tanto in tanto di intuire qualcosa, che poi però sfugge. O ancora ti prende la ribellione verso quell’incapacità di capire e ti sforzi inutilmente di formulare una spiegazione.

Capita spesso. Capita cercando di penetrare i “misteri” dell’alchimia, di un rito cristiano o di certi cavalieri furbacchioni, di spiegare come gli Egizi potessero sollevare blocchi di settanta tonnellate senza neppure una ruota o i Babilonesi dalla polvere terrosa concepire la Porta di Ishtar.

Certo, finché sono oggetti o comportamenti riconducibili al vivere quotidiano, la soluzione sembra semplice. Lungi dal voler criticare l’importante e imprescindibile opera di chi vi si è cimentato, un contenitore rimane, per questi “tecnici”, pur sempre un contenitore, che sia un’anfora, un vasetto per balsami, un’urna oppure un’olpe. Impermeabilizzato all’interno serve a conservare liquidi e solidi, bruciacchiato all’esterno probabilmente è una pentola. Quanto alla forma, se non ha un qualche inatteso scopo pratico, è senza dubbio un vezzo, un capriccio o una tendenza artistica da usarsi come “guida” per altri ritrovamenti simili.

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08/17/14

Radioestesia, l’arte di sentire la vita

Quando parliamo di Radioestesia, parliamo di sentire la vita attraverso le cellule, in ogni sua forma, forza, collegamento. Non è un agire arbitrario, ma un particolare e preciso tipo di “sentire” che rileva lo stato dell’esistenza, che non è mai lo stesso ed è in continuo cambiamento. Questa capacità esiste potenzialmente in tutti ed è fattibile da chiunque, prima o poi.

Sentendo le variazioni della vita in ogni sua forma puoi essere libero e non devi niente a nessuno. Ma hai la responsabilità verso te stesso, gli altri e tutto ciò con cui entri in relazione. Per sentire, devi essere per un attimo ciò che vuoi sentire. Se il tuo centro di gravità fosse stabile e coerente, e se il tuo sentire fosse sufficientemente prolungato, allora l’oggetto del tuo sentire non è più lo stesso di prima, ma il suo nuovo stato d’essere è anche opera tua.

Imparare la radioestesia, per alcuni, significa provocare volontariamente il caos dentro se stessi, “rimescolando le carte”. In apparenza è un controsenso, ma quando le acque sono confuse  puoi finalmente decidere se abbandonare  il controllo e vedere cosa hai intorno.

La testa non risponde più ai comandi. Bisogna arrivare al punto di rottura. Allora, da quel momento e per tutta la sessione di lavoro, impari veramente; finalmente ciò che riesci ad apprendere diviene parte del tuo essere, nel tuo campo e ciò che impari in quello stato, sarà tuo per sempre.

Certo, ognuno è libero. Ma in un’analisi radioestesica è importante non confondere i livelli di realtà e le loro compenetrazioni, a rischio di falsare il risultato dall’inizio ed eventualmente di far danni.

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