06/26/18

Il mistero di Theopoli, la città perduta delle alpi provenzali

Tratto da www.francescoteruggi.com

Sul versante alpino francese sud-occidentale, bagnato dalle placide acque della Durance, c’è ancora un enigma che resiste al tempo e agli uomini. In una stretta valle, una “pietra scritta” di epoca gallo-romana, incisa in un enorme masso che domina il corso tortuoso del torrente Riou, è l’unica testimonianza certa dell’esistenza di un “locus” leggendario chiamato Theopoli, scomparso dalla memoria e mai più ritrovato.

Il testo celebra l’impresa del prefetto gallo-romano Claudius Postumus Dardanus, che, fra il IV e il V sec., fece aprire, tagliandola nella viva roccia, la nuova e più agevole strada per raggiungere l’odierna piana di Saint Geniez, prima accessibile soltanto risalendo il difficile e assai più lungo percorso attraverso la valle di Vançon. Composta in parole semplici, l’iscrizione non ha ancora svelato tutti i suoi segreti, primo fra tutti l’assenza di riferimenti cronologici, inusuale soprattutto in epoca romana. Diciassette foglie di edera, pianta sacra a Dioniso come la vite, intervallano la scrittura e la valenza anche funeraria di questo rampicante potrebbe suggerire che sia stata incisa dopo la morte del potente condottiero, in suo onore e memoria.

Nascondono, come un codice, in bella vista un messaggio comprensibile solo ai meritevoli.

Dardanus è un personaggio storico conosciuto e misterioso insieme. Prefetto di tutte le Gallie, immenso territorio che comprendeva anche la Spagna e la Bretagna, era stato inviato in Provenza dall’Africa per contrastare la calata dei Vandali e poi dei Visigoti.

TheopoliA2

Di origini modeste – aveva cominciato la propria carriera come “advocatus” – portava il nome del mitico tiranno di Troia, figlio di Zeus e della regione di Dardania, raramente in uso e soltanto in Africa e in area ellenica. Nella “pietra scritta” viene poi celebrato come “vir inlustris” e la moglie Nevia Galla, nella stessa iscrizione, come “clarissima et inlustre”, titoli che indicano l’appartenenza di entrambi all’aristocrazia senatoriale più potente della loro epoca.

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09/1/16

Siamo su Vivere Sostenibile AltoPiemonte!

L’articolo “Cosa è la radioestesia?”, a cura della nostra associazione, è sul numero di Settembre 2016 della rivista Viveresostenibile – edizione alto Piemonte.

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07/7/16

Cos’é la radioestesia?

La Radioestesia è il sentire la vita attraverso le cellule, in ogni sua forma, forza, collegamento. Non è un agire arbitrario, ma un particolare e preciso tipo di «sentire» che rileva lo stato dell’esistenza, il quale non è mai lo stesso ed è in continuo cambiamento. Questa capacità esiste potenzialmente in tutti ed è fattibile da chiunque, prima o poi.

Tutto è «campo» e tutto è un insieme di «onde» più o meno veloci, più o meno dense. Anche il nostro corpo fisico, in realtà, è un campo, soltanto molto più denso e rallentato. Perciò tutto e tutti siamo una stessa cosa ed esistiamo secondo le stesse regole. Siamo fatti di ciò di cui l’intero universo è fatto, non siamo «altro» dall’esistenza. Siamo l’esistenza stessa, come qualunque altra cosa, ognuna a modo proprio.

La conoscenza vera, l’unica che può renderci veramente liberi, è quindi figlia della saggezza del nostro corpo, che in sé non ha «filtri» ed è sempre in risonanza con tutto. Il nostro corpo tutto sa e tutto conosce, a modo proprio. Il nostro campo e il nostro corpo, come ogni altro, ad ogni livello, contengono in sé tutte le informazioni dell’universo e sono naturalmente in relazione, sempre e comunque, con tutto l’esistente.

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03/2/15

Testando una materia rossa

Testando, quando una cosa qualunque ti capita per le mani, ti pare di poterla capire in poche mosse, ma finisce che ci passi serate intere. E poi ancora non ti basta. Tutte le sfumature e le variazioni che ti svela pian piano, non le potresti enumerare mai.

Un grumo informe di materia secca, rossastra e senza apparente odore, può sbocciare come il più inaspettato dei fiori.

Quel colore! Quel rosso speciale, rubicondo e plumbeo insieme, è un pigmento prezioso, usato tanto tempo fa, solo su certe particolari croci di legno. In verità si usava molto prima, almeno fin dall’epoca classica. Difficile da applicare… sfugge, cangia, striscia via se non l’assecondi dolcemente ma con mano ferma.

Come un fuoco che non brucia il legno, ti avvolge poco a poco. Senti e intanto usi il corpo come una mappa, poiché è ciò che meglio conosci. Esterno, in mezzo, interno. Sopra, sotto, davanti e dietro.

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01/3/15

L’anno nuovo è cominciato…

L’anno nuovo è cominciato e noi siamo già al lavoro per programmare ed organizzare nuovi eventi, nuove attività, nuovi seminari. Siamo piccoli e crescere è fatica, ma siamo felici per il buon esito e gli ottimi riscontri di quelli già svolti e di quelli in corso, dalla conferenza sulla Dea Vivente a quelle sulla presenza templare in Ossola, dalla mostra di pittura di Alessia Oliva “Il ritmo delle cose”, al ciclo di seminari “Radioestesia: sentire le variazioni della vita in ogni sua forma nel vivere quotidiano”, che concluderemo il 25 gennaio. Ci avete seguiti e ci state seguendo numerosi e con passione. Con la stessa passione stiamo lavorando per cominciare presto con nuovi appuntamenti.
Riproporremo il ciclo di seminari di Radioestesia, affiancandoli ad occasioni per sperimentare e approfondire con la pratica e la conferenza “La Dea Vivente”. Ma abbiamo bisogno anche delle vostre idee, dei vostri suggerimenti e dei vostri desideri. Proponete e proponetevi! Fateci sapere cosa vi piacerebbe vedere, sentire, sperimentare, a quali attività vi piacerebbe partecipare! Grazie!!!

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10/22/14

Balma dei Cervi: la preghiera degli Dei

Nel 2012, quando la sovrintendenza ha ufficializzato la scoperta e ha posto sotto la sua protezione la Balma dei Cervi in Valle Antigorio, mantenendone segreta l’ubicazione, riscontrava che “si sono avuti alcuni distacchi della crosta calcarea, con l’asportazione delle pitture; alcuni distacchi sono in corso con margini sollevati di 1 o 2 mm”. Nella nostra breve visita due anni dopo, la delicata situazione in cui le pitture versano è stata inequivocabilmente evidente anche ai nostri occhi inesperti. È un miracolo che questi inestimabili messaggi sulla roccia siano ancora lì dopo millenni.

Ci appelliamo dunque affinché tutte le autorità provvedano al più presto
alla loro messa in sicurezza, così come già ampiamente promesso e prospettato.

E ci appelliamo a tutti voi affinché il vostro desiderio di avvicinarle, per quanto comprensibile,
alimenti invece il buon senso e il rispetto verso questo dono meraviglioso che viene da lontano.

Abbiamo raggiunto la balma non per curiosità, ma per raccontare, sensibilizzare e invitare al rispetto, affinché il nostro patrimonio non vada distrutto e dimenticato. Non riveleremo dove si trova. Questo gioiello deve rimanere segreto per rimanere protetto.

Ci appelliamo affinché la Balma continui ad essere per l’umanità.

Francesco Teruggi, TriaSunt Associazione Culturale –

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