Testando una materia rossa

Testando, quando una cosa qualunque ti capita per le mani, ti pare di poterla capire in poche mosse, ma finisce che ci passi serate intere. E poi ancora non ti basta. Tutte le sfumature e le variazioni che ti svela pian piano, non le potresti enumerare mai.

Un grumo informe di materia secca, rossastra e senza apparente odore, può sbocciare come il più inaspettato dei fiori.

Quel colore! Quel rosso speciale, rubicondo e plumbeo insieme, è un pigmento prezioso, usato tanto tempo fa, solo su certe particolari croci di legno. In verità si usava molto prima, almeno fin dall’epoca classica. Difficile da applicare… sfugge, cangia, striscia via se non l’assecondi dolcemente ma con mano ferma.

Come un fuoco che non brucia il legno, ti avvolge poco a poco. Senti e intanto usi il corpo come una mappa, poiché è ciò che meglio conosci. Esterno, in mezzo, interno. Sopra, sotto, davanti e dietro.

Provi e riprovi, serpeggi per quel che puoi tra i livelli e gli strati. Ogni colpo è una sorpresa, un’esplosione, un battito e un sospiro. Ma se la mente non resta polarizzata, finisci fuori strada.

Sentire è così, a volte.

Materia Rossa

Stai lì, ci tenti e ci ritenti, ti inganni e ti inventi sistemi per non offuscare la verità. Fai veloce, per non perdere nulla di ciò che ti sta raccontando. Cadi come una meteora e da un sistema passi a un organo, inseguendo il filo sottile che li collega.

Più veloce, più veloce, altrimenti ti perdi! Non pensare, agisci!

Non è facile, il pensiero vola.

Le risonanze però non mentono, se le ascolti per benino. Da un dettaglio e dagli altri che pian piano raccimoli, puoi ricostruire l’insieme.

Guardi il quadro che hai messo insieme con duro lavoro, lo comprendi e… allora lo riconosci… vedi ciò che incorpora in colore e sostanza….

Raddrizza, rinvigorendola, la pianta storta e debole, ergendosi come un giudice sul muro che divide le parti. Ah! quella rossa linfa che scende leggera dall’alto, come fumo appena sprigionato, come una lancia conficcata, dolcemente e con fermezza, nelle acque più profonde!

– Francesco Teruggi –

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