10/9/14

Con la mente, con il cuore

Quando raggiungi, alla fine di un duro cammino, un masso isolato, lassù, in alto, sulla montagna e scoprì che qualcuno, non si sa quando, ci era arrivato ben prima di te per lasciarvi segni, incisioni, coppelle, immagini dipinte con pigmenti ocra… passata l’emozione del ritrovamento o della conquista, mentre guardi e rimiri il manufatto non può che coglierti, ad un tratto, lo sgomento di non riuscire in alcun modo ad afferrare quel che aveva il suo ignoto autore nel cuore, nella testa, nella pancia quando lo fece. O forse ti pare, di tanto in tanto di intuire qualcosa, che poi però sfugge. O ancora ti prende la ribellione verso quell’incapacità di capire e ti sforzi inutilmente di formulare una spiegazione.

Capita spesso. Capita cercando di penetrare i “misteri” dell’alchimia, di un rito cristiano o di certi cavalieri furbacchioni, di spiegare come gli Egizi potessero sollevare blocchi di settanta tonnellate senza neppure una ruota o i Babilonesi dalla polvere terrosa concepire la Porta di Ishtar.

Certo, finché sono oggetti o comportamenti riconducibili al vivere quotidiano, la soluzione sembra semplice. Lungi dal voler criticare l’importante e imprescindibile opera di chi vi si è cimentato, un contenitore rimane, per questi “tecnici”, pur sempre un contenitore, che sia un’anfora, un vasetto per balsami, un’urna oppure un’olpe. Impermeabilizzato all’interno serve a conservare liquidi e solidi, bruciacchiato all’esterno probabilmente è una pentola. Quanto alla forma, se non ha un qualche inatteso scopo pratico, è senza dubbio un vezzo, un capriccio o una tendenza artistica da usarsi come “guida” per altri ritrovamenti simili.

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08/17/14

Radioestesia, l’arte di sentire la vita

Quando parliamo di Radioestesia, parliamo di sentire la vita attraverso le cellule, in ogni sua forma, forza, collegamento. Non è un agire arbitrario, ma un particolare e preciso tipo di “sentire” che rileva lo stato dell’esistenza, che non è mai lo stesso ed è in continuo cambiamento. Questa capacità esiste potenzialmente in tutti ed è fattibile da chiunque, prima o poi.

Sentendo le variazioni della vita in ogni sua forma puoi essere libero e non devi niente a nessuno. Ma hai la responsabilità verso te stesso, gli altri e tutto ciò con cui entri in relazione. Per sentire, devi essere per un attimo ciò che vuoi sentire. Se il tuo centro di gravità fosse stabile e coerente, e se il tuo sentire fosse sufficientemente prolungato, allora l’oggetto del tuo sentire non è più lo stesso di prima, ma il suo nuovo stato d’essere è anche opera tua.

Imparare la radioestesia, per alcuni, significa provocare volontariamente il caos dentro se stessi, “rimescolando le carte”. In apparenza è un controsenso, ma quando le acque sono confuse  puoi finalmente decidere se abbandonare  il controllo e vedere cosa hai intorno.

La testa non risponde più ai comandi. Bisogna arrivare al punto di rottura. Allora, da quel momento e per tutta la sessione di lavoro, impari veramente; finalmente ciò che riesci ad apprendere diviene parte del tuo essere, nel tuo campo e ciò che impari in quello stato, sarà tuo per sempre.

Certo, ognuno è libero. Ma in un’analisi radioestesica è importante non confondere i livelli di realtà e le loro compenetrazioni, a rischio di falsare il risultato dall’inizio ed eventualmente di far danni.

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08/13/14

Strutture Energetiche

PREMESSA

Ogni cosa esistente è il risultato dell’interazione fra tre forze polarizzate: plus, minus, neutro. Le prime due hanno comportamento opposto e tra loro complementare. La terza è il legante tra le due e l’azionatrice.

Le tre forze compenetrano e caratterizzano tutti gli strati della realtà.

Prendiamo ad esempio il pane: il plus e il minus sono la farina e l’acqua, mentre il neutro è il calore della cottura, che trasforma l’impasto in vero e proprio pane. La forza neutra trasmuta i due elementi polarizzati in un nuovo stato dell’essere.

LE TRE FORZE

Tutto ciò che esiste è costituito da tre forze e dal loro continuo interagire reciproco. Esse sono compresenti ad ogni ordine di grandezza, sono la struttura e la funzione di ogni cosa.

Esse sono:

Forza PLUS: potenzia, afferma e dà la direzione al moto; è la forza maschile e, in quanto direzionatrice, è la forza selezionante delle frequenze che compongono via via il ritmo. Anche l’intenzione è, almeno inizialmente, PLUS e produce direzione.

Forza MINUS: struttura e ristruttura, adatta le frequenze alle necessità del qui-ed-ora e dell’ambiente; questa forza crea il contenitore, procura e assembla il materiale corretto per accogliere il PLUS e la sua azione, contenendolo e determinandolo per realizzare la realtà.

Forza NEUTRA: riequilibra gli eccessi e gli sbilanciamenti delle prime due forze, collega e mette in equilibrio le polarità, mantenendole legate. In questo senso funge anche da collante tra loro, creando i percorsi e i collegamenti corretti in cui potrà esprimersi il Ritmo.

La realtà e ogni evento di cui è costituita sono sempre l’interazione fra queste tre forze. Esse agiscono in una successione infinita di cicli strutturati in sette steps, che creano gli strati infiniti della materia.

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06/3/14

Mevlana e la guida

Di là dalle idee, di là da ciò che è giusto e ingiusto, c’è un luogo. Incontriamoci là

(Jalāl al-Dīn Rūmī)

Se i maestri, quelli veri, come si dice, non sono di questo mondo e ad esso non si mostrano poiché non li merita, si dovrebbe invece prestare maggiore attenzione alle “guide”, un po’ meno rare e assai più terrene, che spuntano qua e là nella storia.

Una guida non è un capo, né un condottiero; non è un duce, né un comandante. Una guida è soltanto colui che indica una direzione, un cammino, precedendo o accompagnandosi agli altri.

Una guida è in effetti come una “banderuola segnavento”. Essa non indica il vento per volontà, bensì grazie all’armonia generale della sua costruzione, che le consente di disporsi nella direzione del vento, compensando e accogliendo tutte le spinte e le controspinte e vibrando in risonanza con esso.

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05/3/14

Del DIRE, del NON DIRE

Cosa dire a chi ti sta di fronte? Ma soprattutto “quanto dire”, “fin dove spingersi” e “in che modo”? Non importa quale sia l’argomento, il difficile è sempre “rapportarci” con chi ci ascolta e con chi ascoltiamo. Perché la mente cosciente di ognuno è “Un intero regno su cui ciascuno di noi regna solitario e recluso, contestando ciò che vuole, comandando ciò che può”.

Bello sarebbe se conoscessimo tutte le lingue e tutti fossimo vicendevolmente comprensibili senza fraintendimenti, senza bugie e senza inganni. Ma ognuno di noi ha in sé una cultura, un’educazione e una predisposizione specifica che costruiscono per ciascuno un linguaggio, un “codice” diverso e unico.

Perciò la soluzione cui tutti al più perveniamo, quello che di solito facciamo, meccanicamente, è adattare la nostra esposizione o la nostra attenzione agli scopi che ci prefiggiamo, ai benefici che pensiamo di trarre, a ciò che vogliamo ottenere, con tutta l’arbitrarietà che comportano.

La menzogna, voluta o meno, è sempre in agguato; la possibilità di una comprensione oggettiva e reciproca, per quanto desiderata è invece poco più di un miraggio. Viviamo come mondi separati e mai veramente conciliabili: ogni essere umano è un mondo a sé, una realtà poco o per nulla consapevole, che comunica con gli altri quel tanto che gli serve, per i propri intenti e il proprio esclusivo beneficio.

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02/15/14

Legami vibrazionali tra gli esseri viventi

Oggi ho fatto un massaggio ad una neo mamma che allatta.

Il legame con il figlio è incredibile, come avrete già immaginato.

Ecco cosa ho scoperto testando: ci sono punti di agopuntura che rappresentano il loro legame. Agendo su quei punti della madre ho modificato il campo energetico del figlio.

Trovato il punto sulla madre (in questo caso sul dito anulare mano destra, TR1) che agiva sul campo del fegato del figlio, il campo del fegato in pochi secondi ha impattato sul corpo.

E data anche la giovane età del bimbo, pochi mesi, il corpo si è rafforzato subito.

Ecco, da un particolare punto di vista, il vero tipo di legame madre-figli.

Il legame cambia nel tempo (con l’età), nel senso che perde armoniche comuni, mantenendo quella fondamentale. Su di essa le esperienze della vita costruiscono nuove armoniche, derivate in parte, ma diverse, dalle precedenti.

Oggi ho sbirciato un pezzettino di essenza dell’inizio della vita.

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03/29/13

…a mo’ di presentazione del sentire cellulare…

Risonanza con l’universo

  • Siamo fatti degli stessi elementi di cui è costituito l’universo,quindi possiamo teoricamente relazionarci con tutto l’esistente.

  • Esempio: Il diapason che determina il LA universale risuona con quella nota grazie alla sua forma e alla materia con cui è fatto.

  • Modificando queste 2 variabili abbiamo tutte le note.

  • In noi ci sono tutti i diapason che hanno originato l’universo, quindi

  • in potenza tutto è in noi e in noi risuona.

Forma e frequenza

  • La forma crea e determina in gran parte l’essenza ogni cosa che esiste

  • un quadrato avrà una frequenza, o meglio un’insieme di frequenze che formano un accordo in cui esse si esprimono legandosi tra loro.

  • le frequenze espresse da diapason diversi nella forma SONO DIVERSE TRA LORO

  • L’accordo prodotto da un quadrato ad esempio sarà diverso da quello formato da un triangolo, da un cerchio, ecc…

  • In ogni accordo c’e’ sempre una frequenza portante, che ne determina la direzione e il verso a tutto l’insieme

Sentire con il Cuore

  • sentire con il proprio corpo, attraverso una lettura meccanica di segnali cellulari, evidenziati da un’antenna

  • le cellule hanno un programma fatto dalla natura, ed esso tende alla vita in tutte le sue sfumature, tende all’ equilibrio

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